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“Certaldo,
come voi forse avete potuto udire,
è un castel di Val d’Elsa
posto nel nostro contado,
il quale, quantunque picciol sia,
già di nobil uomini e d’agiati
fu abitato”

Giovanni Boccaccio

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Museo di Arte Sacra
Museo di Arte Sacra

Museo d’Arte Sacra di Certaldo

Museo d’Arte Sacra
Piazza SS. Iacopo e Filippo, Certaldo Alto
Tel. 0571/661219

Il Museo di Arte Sacra raccoglie le opere provenienti dalle chiese del Vicariato di Certaldo, delimitazione religiosa attuale che si sostituisce all’antico piviere.

Espone degli oggetti della pieve matrice di San Lazzaro a Lucardo, di patronato della nobile famiglia dei Gianfigliazzi fin dal 1363, quando fu data in dote a Filippo Gianfigliazzi. I Gianfigliazzi, alcuni dei quali svolsero nel corso dei secoli il rolo di pievano, furono munifici nei confronti della Chiesa che abbellirono di opere d’arte, molte delle quali sono presenti nel Museo.

Pieve di San Lazzaro

La Pieve di San Lazzaro, di antichissima origine (menzionata già nel X secolo) accrebbe nel corso dei secoli la sua ricchezza. Nel secolo XIII aveva già sei suffraganee che durante il secolo successivo divennero sedici, tra le quali la Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo a Certaldo.

Chiesa di Santa Maria a Bagnano

Fanno parte del Vicariato di Certaldo anche opere provenienti da altre pievi come quella di San Giovanni Battista in Jerusalem, nel cui piviere si trovava la Chiesa di Santa Maria a Bagnano, che ha contribuito con i propri capolavori ad arricchire il museo.

San Martino a Pastine e Sant’Andrea

Altre chiese come San Martino a Pastine e Sant’Andrea a Vico d’Elsa facevano parte del Piviere di Sant’Appiano, ma nel corso dei secoli si sono aggregate al Vicariato di Certaldo.

Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo

La raccolta delle opere d’arte è collocata nel complesso agostiniano dei Santi Jacopo e Filippo e nella sede della compagnia del Preziosissimo Sangue di Gesù già della Santissima Annunziata. L’ingresso, direttamente dal chiostrino della Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo che fa parte del circuito museale, dà immediatamente la sensazione di ricchezza del patrimonio artistico del territorio di Certaldo.

Nel salone è collocata la sezione dei dipinti più antichi con interessanti capolavori dei secoli XIII e XIV. Le fiorentine Madonne duecentesche, una attribuita al Maestro del Bigallo, l’altra a Meliore, fiancheggiano il trittico rappresentante la Madonna tra i Santi Pietro e Romolo del senese Ugolino di Nerio, raffinato allievo di Duccio: opere tutte provenienti dalla Chiesa di Santa Maria a Bagnano.

Dipinti

Il dialogo tra la pittura fiorentina e senese si giustifica con la collocazione geografica di Certaldo, a contatto tra le due capitali dell’arte fugurativa medievale: Firenze e Siena.

Dalla metà del trecento fino alla prima metà del quattrocento si susseguono polittici come La Madonna con Bambino e Santi di Puccio di Simone, piccole tavole come la Crocefissione di Cenni di Francesco e la Madonna con Bambino dello Pseudo-Ambrogio di Baldese (alias Lippo d’Andrea), affreschi staccati come la Madonna con Bambino, il San Martino e la Santa Caterina di quel loquacissimo divulgatore di novità tardogotiche che fu Cenni di Francesco.

I dipinti del cinquecento, quali la Madonna col Bambino tra i Santi Francesco e Antonio Abate, datato 1522, e la Circoncisione di un allievo del Poccetti dell'ultimo decennio del secolo, conclusono la cosidetta piancoteca.

Oreficerie

Nelle salette adiacenti sono esposte le oreficerie, partendo da un nutrito gruppo di croci astili in rame dorato che vanno cronologicamente dal secolo XIII (Croce di Santa Maria a Casale) a esemplari trecenteschi e già quattrocenteschi (Croci di San Lazzaro a Lucardo e di Sant’Andrea a Vico d’Elsa). Fra gli esemplari di oreficeria più antichi si ricordano il tubirolo duecentesco della chiesa di San Gaudenzio a Ruballa, l’ostensorio ed il calice-pisside quattrocenteschi della pieve di San Lazzaro a Lucardo.

Da questa chiesa provengono inoltre interessanti oreficerie sei-settecentesche donate dalla famiglia Gianfigliazzi (navicella, pisside, palmatoria etc).

Chiesa di San Tommaso

La Chiesa di San Tommaso a Certaldo, oltre a possedere nel proprio patrimonio interessanti esemplari barocchi (ostensorio, mestolo battesimale etc), ha una serie di oggetti neogotici (calice, messale etc) commissionati per la nuova chiesa di San Tommaso.

Argenterie

Infine, nell’ultima sala destinata alle argenterie, oltre ai pezzi provenienti da Sant’Andrea a Vico d’Elsa, San Martino a Pastine e Santa Maria a Poneta (pissidi di Raffaello Falconi e Bernardo Holzmann, calice di Antonio Mazzi), sei segnalano delle bellissime lampade sei-settecentesche delle Chiese dei Santi Jacopo e Filippo e di San Lazzaro a Lucardo, e una serie di reliquiari e statue-reliquiari. Fulcro dell’esposizione di questa sala è il Busto reliquiario della beata Giulia, opera dell’orafo fiorentino Paolo Laurentini, documentato nel 1652-1653.

Tessuti

La sezione dei tessuti presenta diverse tipologie di paramenti (pianete, tonacelle, veli omerali etc) dei secoli XVI, XVII e XVIII.

Dipinti e sculture

La compagnia sul cui altare è stata collocata la Madonna degli agostiniani, oltre ai dipinti provenienti dalla Compagnia di San Martino a Maiano e ad alcune tele del seicento fiorentino, ospita la sezione delle sculture lignee. Le due statue seicentesche di scuola senese rappresentanti San Nicola da Tolentino e San Giovanni a San Facondo suggeriscono gli antichi legami di questo complesso con gli agostiniani.

Crocifisso ligneo

Nell’ultima sala è esposto l’imponente crocifisso ligneo proveniente dall’oratorio di San Pietro a Petrognano. Il cristo duecentesco, rappresentato secondo l’iconografia del Christus triunphans, è un vero e proprio unicum della scultura medievale e costituisce il capolavoro di questo piccolo ma preziosissimo Museo d’Arte Sacra.

Testo a cura della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Firenze, Prato e Pistoia

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