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Eventi di Certaldo

“Certaldo,
come voi forse avete potuto udire,
è un castel di Val d’Elsa
posto nel nostro contado,
il quale, quantunque picciol sia,
già di nobil uomini e d’agiati
fu abitato”

Giovanni Boccaccio

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Storia della Collina di Semifonte

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Alla fine dell’Alto Medioevo sorse, sulle colline situate tra Certaldo e Barberino Val d’Elsa, il castello di Semifonte, uno degli ultimi ad essere costruito nella zona, dominato dalla famiglia dei Conti Alberti: rappresentava l’ultimo baluardo del potere feudale in piena età dei comuni.

Nel XII secolo conobbe un notevole sviluppo duvuto alla discesa degli imperatori germanici con il fine di schiacciare le autonomie comunali.

L’imperatore Federico il Barbarossa volle che il castello e l’insediamento si sviluppassero enormemente affinché Semifonte diventasse una spina nel fianco di Firenze.

In breve tempo, grazie alla sua posizione strategica equidistante da Siena e da Firenze, e grazie ad una politica aperta agli sbandati, ai rifugiati e agli esuli, il castello divenne una vera e propria città in continuo sviluppo demografico, costituita dal castello fortificato e da un notevole borgo che si sviluppava appena subito fuori la cinta muraria, l’odierno abitato di Petrognano.

Lo sviluppo continuò a farla crescere e a renderla una sorta di città ”maledetta”, invisa da Firenze e dalla stessa Siena.

Agli inizi del 1200 il perimetro delle mura di Semifonte era di poco inferiore a quello della Firenze contemporanea, tant’è che Firenze stessa propose a Semifonte di limitare il suo sviluppo demografico e di sottomettersi all'autorità fiorentina.

Semifonte, in risposta, posizionò su una delle porte rivolte verso Firenze una iscrizione dove si leggeva: ”Florentia fatti in là che Semifonte si fa città”.

Fallita la via diplomatica, Firenze inviò le sue milizie che, aiutate da mercenari mandati da Siena, attuò la distruzione ”sistematica” di Semifonte: ogni edificio, palazzo o casa fu completamente raso al suolo e tutti i suoi abitanti furono uccisi e sepolti o fuggirono nelle città vicine come Certaldo, Poggio Bonizio e Barberino Val d'Elsa.

Un editto impose il divieto assoluto di costruzione su quel colle, e fu derogato solo nel 1597, anno in cui fu costruita su progetto di Santi di Tito la cappella di San Michele Arcangelo, detta comunemente ”cupola di San Donnino”: la cappella a pianta ottagonale riproduce fedelmente in scala 1:8 la cupola del Duomo di Firenze di Filippo Brunelleschi.

La cupola occupa solitaria la cima del colle e indica il centro in cui sorgeva anticamente quella città maledetta di cui non resta più niente. Il borgo di Petrognano sorge attualmente nel punto in cui sorgeva il borgo esterno della città.

Ripreso da un articolo pubblicato su Wikipedia

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Chiavi di lettura: Semifonte (4), Collina di Semifonte (3), Conti Alberti (7)